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Cours de Cuisine au Riad Monceau – Marrakech: “Tajine mon amour!”

Sono un’appassionata di cucina e cerco sempre di approfondire questo aspetto nei viaggi che faccio, così, venuta a conoscenza del corso di cucina del Riad Monceau tramite il Riad in cui soggiornavo, ho deciso di provare questa esperienza! Il Riad in sé è davvero grazioso, in posizione centrale e facile da raggiungere, nonostante sia seminascosto in un vicolo. La fortuna ha voluto che fossimo solo in quattro al corso (io, il mio compagno e una coppia francese), a differenza del giorno prima in cui la chef ci ha spiegato che erano ben in 20! La Chef è stata gentilissima e paziente, desiderosa di spiegarci i trucchi per la buona riuscita del piatto. Ci siamo anche divertiti a tradurre a vicenda i nomi delle spezie nelle diverse lingue. Abbiamo cucinato il piatto tipico marocchino, il tajine, io con agnello e verdure, il mio compagno con pollo e cannella, e il mhancha, un rotolino di pastilla (o pasta fillo) ripieno di verdura. La creazione del foglio di pasta è stata un’esperienza davvero comica, per noi non esperti! …

Hafiz Mustafa 1864 – Istanbul: “Dolcissima Istanbul”

Se siete a Istanbul non potete perdervi un tè da Hafiz, ovviamente accompagnato da qualche dolcetto. Sedetevi pure, ammirate le piastrelle decorate delle pareti, ma soprattutto i dolci di proporzioni gigantesche che ci sono in vetrina e i loro meravigliosi colori! I dolci turchi sono ricchissimi di zuccheri, quindi non esagerate, o potrebbero nausearvi. Se siete indecisi, i gentilissimi pasticceri al banco potrebbero strizzarvi l’occhio e aiutarvi nella scelta con un piccolo assaggino. Consiglio un tè, un kadaifi (sembrano cannoli o mattonelle di capelli d’angelo con miele e pistacchi: ottimi!) e un pacchetto di lokum (quei lunghi rotoli di zucchero tagliati a pezzetti, con vari ripieni) al melograno e pistacchio da portare via. Visitato a Novembre 2012 Trovi la recensione di TripAdvisor qui.

Magnaura Cafe – Istanbul: “Agnello top!”

Eravamo un po’ scettici nel provare uno dei ristoranti di questa via, perché sembravano tutti poco suggestivi e molto turistici. Devo invece ricredermi sul Magnaura: il locale è molto carino, un po’ spartano salendo sulla terrazza, forse, ma la vista sul Bosforo vale più dell’arredamento. Ho assaggiato due diversi tipi di cotture di agnello: uno in terracotta passato al forno e un filetto. Entrambi cotti in maniera superba, forse la porzione di filetto era un po’ ridotta, ma dividendo tutto ci siamo saziati. Ho provato anche il dolce, una specie di crema turca: se amate lo zucchero fa per voi. I camerieri sono molto gentili e avranno la pazienza di spiegarmi tutti i loro piatti. Il menù che consiglio: un antipasto misto da dividere (purché ci sia crema di melanzane e involtini di foglie di vite), un piatto a base di agnello (se potete dividere tra commensali, meglio!), un dolce. Con una buona bottiglia di vino spenderete intorno ai 30 euro. Visitato a Novembre 2012 Trovi la recensione di TripAdvisor qui.

Hotel Sebnem – Istanbul: “Una casa a Istanbul”

Non troverete questo hotel su booking.com o su altri motori di ricerca, ma solo attraverso il loro sito (sebnemhotel.net), vi risponderanno gentilmente, vi daranno consigli per il viaggio, non vi chiederanno il numero di carta di credito perché “si fidano dei loro clienti” e vi aspetteranno, a 5 minuti a piedi dalla Moschea Blu. Seminascosto in una strada laterale, sembra prendere le distanze dai locali e dagli alberghi turistici della via. Le camere sono piccole, arredate con semplicità, i letti comodi, il bagno appena rinnovato e ricordo con gioia quando mi svegliavo con il sole che filtrava dalle tende rosse, dietro le quali si nascondeva il Bosforo. La sorpresa migliore è la colazione, con tutti prodotti preparati in casa, servita su questa terrazza da cui si gode una vista mozzafiato. Le moschee sono dietro l’angolo, tutte le principali attrazioni sono raggiungibili a piedi, se avete voglia di camminare un po’. I ragazzi alla reception sono stati davvero gentili, sia via mail, sia di persona. Vi sentirete come a casa. Accertate i di accordare con loro …

La Pappardella – Valencia: “Un angolo senza glutine”

Nonostante io apprezzi molto (anzi, moltissimo) la cucina spagnola, per una sera ci siamo concessi una cena in un ristorante italiano, anche per andare incontro a una nostra compagna di viaggio celiaca e bisognosa di carboidrati. Il menù prevede quasi esclusivamente pasta, cucinata con ingredienti non banali e decisamente sopra la media per essere all’estero. Le porzioni sono abbondanti e ben condite. Lo consiglio a chi proprio non vuole rinunciare alla pasta all’estero o sente la nostalgia di casa, non uscirete delusi. Un punto in più ai dolci: non so quale fosse il loro apporto calorico, ma erano davvero gustosi! Visitato a Agosto 2013 Trovi la recensione di TripAdvisor qui.    

La Sardineria – Valencia: “Lo dice il nome!”

Certo, se non amate le sardine è inutile che veniate qui a cena! Ma se per caso è uno dei pesci che preferite, una tappa in questo piccolo locale è d’obbligo. Non lasciatevi ingannare dal nome: non entrerete in una pescheria, ma in piccolo e vivace ristorante, con una ventina di posti all’interno e appena 6 all’esterno (conviene prenotare). Abbiamo assaggiata praticamente tutto il menù sardinereccio (eccetto quelle con l’uovo) e, nonostante fossero tutte molto buone, le vincitrici assolute erano quelle alla griglia. Segnalo anche un ottimo piatto a base di maiale (l’ha preso una nostra compagna di viaggio), ma pollice verso per l’entrecote. Il menù che consiglio: i gamberi all’aglio, tutti i piatti a base di sardine da “compartir” (dividere con gli altri commensali) e una bottiglia di vino bianco. Spenderete sui 20-25 euro, a seconda del vino. Atmosfera originale. Visitato ad Agosto 2013 Trovi la recensione di TripAdvisor qui.

Cerveceria 100 Montaditos – Valencia: “Un’istituzione”

Se siete a Valencia, non potete assolutamente evitare di entrarvi ogni volta che ci passate davanti! Almeno… noi abbiamo fatto così e in un paio di giorni Montaditos era diventata la nostra seconda casa, tanto da cercare anche la sede di Barcellona (che, se vi interessa, è nel pezzo di Rambla che scende verso piazza Catalunya). Una “cana” (mezzo litro) di birra a 1 euro e piccoli, golosissimi panini a 1-1,50 euro. Provate anche le olive e i mini-chorizo. Ricche insalate a 2-3 euro. Il mercoledì e la domenica tutto il menù a 1 euro. Il servizio è fai-da-te: si segnano i panini sul blocchetto e poi si aspetta di venire chiamati. Ideale per un pranzo, per un aperitivo, ma probabilmente vi troverete a passare lì l’intera serata! Il mio montaditos preferito? Quello con jamon e olio, ma soprattutto quello con pollo asado e alioli. Visitato a Agosto 2013 Trovi la recensione di TripAdvisor qui. P.s.: 100 Montaditos c’è anche a Madrid e… a Roma!

Marina Moncho’s – Barcelona: “Una rivelazione a Barceloneta”

Solitamente cerco di fuggire davanti ai ristoranti delle zone turistiche, cercando luoghi più suggestivi e defilati. Invece devo ricredermi sul Marina Moncho’s o Marina Bay di Barceloneta: dopo aver prenotato nel pomeriggio, invitati dal ricco banco di pesce fresco che si intravedeva dalla strada, al momento del nostro arrivo ci hanno fatto accomodare sulla terrazza illuminata da luci soffuse, con una bella vista sulla spiaggia e sulla “balena”. Eravamo in 6 e abbiamo avuto modo di assaggiare diverse tapas (tutte all’altezza) e una deliziosa (e decisamente abbondante) paella marinera, innaffiando tutto con della buona sangria (forse un po’ cara, rispetto al resto). Alcuni di noi hanno avuto modo di assaggiare i gamberi e il salmone alla griglia. Siamo stati così soddisfatti del rapporto qualità/prezzo/atmosfera che abbiamo deciso di ritornarci per la nostra ultima serata spagnola. Purtroppo cenare in una città come Barcellona non sempre è così facile, ma mi sento di consigliare questo ristorante. Il locale è molto grande e all’interno può sembrare anche “turistico”, ma se avete la possibilità di riservare un tavolo fuori, …

Conesa Artesans de l’entrepa – Barcelona: “Un panino per Martina”

Cosa c’è di più bello per un celiaco? Probabilmente entrare da Conesa dopo essersi cibato per tre giorni di patate. È quello che è successo alla nostra compagna di viaggio Martina, celiaca e intollerante a molti alimenti, alla quale abbiamo “concesso” un panino da Conesa, prima di lanciarci nel superultracontaminato Boqueria. La lista dei panini è immensa, con un aspetto invitantissimo (a stento ho resistito dal prendermene uno). Il locale è la classica panineria, che si allarga in un locale con una manciata di tavoli, più simile a un fast food che a un ristorante. Il giudizio di Martina (che non mangiava un panino come si deve da un paio d’anni almeno) forse non è del tutto imparziale, ma la sua espressione era decisamente soddisfatta! Visitato ad Agosto 2013 Trovi la recensione di TripAdvisor qui.