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Salon du Chocolat a Milano

Domenica mi sono concessa un San Valentino ad alto tasso glicemico… al Salon du Chocolat!

Dopo averne tanto sentito parlare, ho convinto la mia dolce metà a passare il pomeriggio tra il più goloso degli ingredienti.

Non che abbia fatto questa grande fatica, eh…

E non siamo stati neanche troppo originali, visto che sono state contate, nel solo giorno di San Valentino, oltre 8.900 presenze.

La sede dell’evento è stata il The Mall, lo spazio polifunzionale vicino alla stazione di Porta Garibaldi e ha vantato una quarantina di espositori da ogni parte del mondo, anche se la presenza italiana stravinceva su tutti. Mica solo pizza e fichi.

La zona espositiva era suddidivisa in stand medio piccoli e la presenza di 3 palchi ha permesso l’avvicendarsi di sfilate, premiazioni e show cooking di chef e pasticceri stellati e telegenici.

E io ho avuto la fortuna di assistere all’intervento di Luca Montersino, che adesso si è guadagnato il posto, insieme a Davide Oldani, tra i miei chef del cuore. La sua filosofia della “sostituzione”, leitmotif del brand Golosi di Salute, mi ha convinto dopo aver assaggiato la sacher torte senza glutine e senza lattosio, preparata durante il suo pastry show. Per dirla con parole sue: “Non sono i dolci i nemici della salute, ma la qualità degli ingredienti e la scarsa attenzione per valori nutrizionali e calorici”. E quella sacher, caro il mio Luca, avrebbe ingannato chiunque!

Perfino il mio fidanzato, un ultras del burro.

Visto che ogni occasione è una buona opportunità per imparare, da Luca Montersino ho appreso le seguenti perle culinarie:

  • Che per sostituire il burro, non bisogna aggiungere la stessa quantità di olio. Occorre partire da una maionese a base di uova, olio e acqua.
  • Che è inutile che ti sbatti a fare una torta senza lattosio se poi ungi la teglia con il burro. Usa l’olio.
  • Che se dopo aver unto la teglia, la infarini, la lievitazione verrà a “cupola” (giuro che non lo sapevo!). Quindi per sacher e pan di spagna, si usano solo olio o burro, mentre per il plum cake, unto e farina come se non ci fosse un domani.
  • Che le torte è meglio glassarle da surgelate.
  • Che la gelatina va sempre aggiunta a 60° C.

Ma torniamo al cioccolato. Tra assaggi e degustazioni, sono uscita dal Salon du Chocolat con la pancia piena, la bocca lievemente impastata e la voglia di acqua a garganelle. La glicemia superava il Pirellone, probabilmente.

Cosa mi è piaciuto del Salon du Chocolat?

In barba alla graduatoria ufficiale (che trovate qui), ecco i miei personalissimi Premi:

  1. Gianduiotto di Domori – None (TO)
  2. Torta Pistocchi Martinica Dream (con uvetta ammollata nel rum) – Firenze
  3. Cioccolatino al Limone di Odilla Chocolat – Torino
  4. Degustazione Cocchi Rosa + ciliegia ricoperta di cioccolato (al Sensory Bar) – Asti
  5. Degustazione Barolo Chinato Cocchi + cioccolatino fondente (sempre al Sensory Bar) – Asti

Mentre assegno una Menzione Speciale al Cannolo Siciliano fatto al momento da Inside Sicily. Dopo tutto questo cioccolato, la ricotta di pecora fresca rinfresca come neanche la lattuga dopo un pranzo importante. Eh, già.

Cosa non mi è piaciuto del Salon du Chocolat?

Il prezzo del biglietto. 15 € per una mostra mercato di 40 espositori sono un po’ tantini, soprattutto se si contano anche 8 € di parcheggio.

Vero, l’intervento degli chef vale il prezzo dell’ingresso, ma forse sarebbe meglio investire i nostri sudati guadagni agli stand, piuttosto che ancora prima di varcarne la soglia.

Cosa ho acquistato al Salon du Chocolat?

Be’, dopo il pastry show di Montersino, ho scoperto di non avere una spatola per glassare le torte e in quel momento mi sembrava assolutamente indispensabile acquistarne una allo stand di Silikomart. Insieme a un graziosissimo kit per fare i biscotti con la tavoletta di cioccolato, tipo OroCiok. Un applauso al loro direttore marketing che ha posizionato strategicamente lo stand proprio di fronte al palco. Maledetto.

Grazie anche per il preparato per cake pops in omaggio. Ora dovrò assolutamente acquistare anche lo stampo per farli (date l’aumento a quell’uomo!).

Poi, sono tornati a casa con noi 150 gr di Gianduiotti Domori, al prezzo di 9,50 € e la variante Elisa della Torta Pistocchi nella monoporzione da 4 €. Dietro alla ricetta, perfezionata in 4 anni di esperimenti, c’è la nascita alla piccola Elisa, perfetto mix tra Asia e Italia e figlia di Claudio Pistocchi (vista personalmente dormire in braccio al papà). Al di là della bellissima storia, la combinazione di sapori di questa torta è davvero deliziosa! Cito:

Cioccolato bianco, frutta esotica e spezie orientali ne fanno un dolce agrumato e non dolce come ti aspetteresti, con lo Yuzu a dare man forte agli agrumi, ma anche lemongrass e ginger oltre ad arancio, ananas, pera, e un totale di 9 spezie diverse.

Le istruzioni di conservazione una volta aperta la confezione sono superflue, fidatevi.

Spero che l’appuntamento si rinnovi anche il prossimo anno, perché, come ci ricorda il sito dell’evento:

“9 persone su 10 amano il cioccolato. La decima mente.”

(John Tullius)

 

2 Kommentare

  1. Annunciata Carimati says

    Mi è piaciuto tantissimo tutto … Il sito elegante e funzionale Brave Brave!!!

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