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Pere al Vino Rosso

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Questa ricetta di mia madre per le pere cotte mi ha rapidamente convinta a considerare la frutta come vero e proprio dessert. Un motivo è perché sanno di vino, di quello buono, poi perché quel sughino un po’ caramelloso che fanno si sposa alla perfezione con del gelato al fiordilatte. Così bene, che ormai si preparano queste pere una decina alla volta. Il bis è garantito (e sono ottime anche il giorno seguente). Tenetene conto se invitate ospiti..

Per le pere

  • 10 pere (meglio se del tipo Martin Sec)
  • 2 bicchieri di vino rosso corposo (con un buon Nebbiolo, andrete sul sicuro)
  • 3 cucchiai di zucchero bianco
  • Mezza stecca di cannella
  • 10 chiodi di garofano
  • 4 pezzetti di scorza di limone non trattato
  • Gelato al fiordilatte come se piovesse

Preparazione

Lavate le pere e, senza sbucciarle, tagliate via una fettina dal fondo, così che possano stare comodamente “in piedi” da sole. Disponetele affiancate in una casseruola abbastanza alta, così che possiate agilmente coprirla con il coperchio senza decapitare le povere pere.

Versatevi il vino, lo zucchero, la stecca di cannella, i chiodi di garofano e le scorze di limone, distribuendo i sapori in maniera uniforme nella pentola. Riempite ora con acqua fredda fino a raggiungere circa metà dell’altezza delle pere. Scuotete un po’ la pentola per mescolare sommariamente il tutto.

Ora accendete il fuoco a fiamma medio/alta, per portare velocemente il liquido a ebollizione. Appena raggiunto il bollore, abbassate la fiamma e coprite con un coperchio. Cuocete per circa 45 minuti, alternando la cottura con e senza coperchio, così che il vapore possa cuocere la sommità delle pere, ma il liquido possa anche evaporare. Non mescolate, ma al massimo scuotete un po’ la pentola, per amalgamare i sapori.

Trascorso questo tempo, verificate la cottura delle pere con uno stecchino: se sono morbide, ma non si sfaldano, sono quasi pronte, mentre se sono dure conviene proseguire la cottura con il coperchio per qualche minuto ancora. Questo dipende dal grado di maturazione delle pere al momento dell’acquisto. Se il sughino si fosse ristretto troppo, aggiungete mezzo bicchiere d’acqua.

Terminate la cottura senza coperchio, in modo da far evaporare il liquido restante e ottenere uno sciroppo di vino e zucchero sul fondo, non troppo denso.In totale, serve circa 1 ora e 15 minuti per la completa cottura.

Ora potete sbucciare le pere con delicatezza prima di servire oppure lasciare che lo facciano i vostri ospiti, ma vi sconsiglio di sbucciare anche quelle che non siete certi di consumare, perché la buccia trattiene meglio i liquidi e la polpa, nel caso voleste riscaldarle il giorno successivo. Se volete fare i precisini, filtrate con un colino lo sciroppo, per separarlo dagli aromi.

Servite le pere con  abbondante gelato al fiordilatte, cospargendo entrambi con la glassa al vino rosso di cottura.

trucchi&segretiLa garanzia di cottura perfetta è data dalla morbidezza della polpa e dalla facilità con cui la buccia dovrebbe venire via. In caso contrario, proseguite la cottura aggiungendo un po’ d’acqua e sciogliendo il fondo di cottura. Il vantaggio sta nel fatto che è abbastanza difficile definire una pera o una mela “troppo cotta”.

Per un’opzione più light, invece del gelato al fiordilatte, potete utilizzare dello yogurth greco colato (che è buonissimo, ma mai quanto il gelato, su!).

Se non trovate le pere Martin Sec (tipiche piemontesi), potete ripiegare su delle più comuni Kaiser, che danno il meglio in cottura. E se invece volete esagerare con il vino, aprite dell’ottimo Barolo. Il resto potete sorseggiarvelo (in rigorosa meditazione) durante la cottura delle pere. Senza dimenticarvele sul fuoco.

Come sempre, poi, il consiglio generale è che, essendoci pochi ingredienti, è necessario siano di altissima qualità. Se non siete convinti del sapore della frutta scelta, acquistatene una, assaggiatela da “cruda” e se non vi convince… cambiate fornitore o ricetta! Lo stesso vale per il vino, anche se non è il caso che vi finiate una bottiglia intera per sapere se è buono. Cucinare da brilli può essere più difficile del previsto.

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